Meglio prevenirli…che curarli

Atletica leggera, la regina degli sport. Gesti elementari che costituiscono la base della vita quotidiana e sportiva, purificati e resi opere d’arte perfette da atleti meravigliosamente capaci di sfidare i limiti dell’uomo.
Ore di corsa, salti, lanci, esercizi di potenziamento e tecnica per migliorare anche minime imperfezioni e rendere possibile la realizzazione di imprese titaniche.
È compito però del “dottore” rendere consapevoli atleti, tecnici e dirigenti, che se il primo obiettivo è sempre la prestazione, non ci si deve dimenticare che è importantissimo anche prevenire tutto ciò che potrebbe rallentare il processo di allenamento: gli infortuni.

 

A ognuno il suo

Eh sì, perché siamo persone con, purtroppo, limiti biologici e fisiologici che vanno conosciuti e rispettati per essere sempre (o quasi) super efficienti e ottenere risultati eccezionali.
Allenarsi e gareggiare nelle gare di corsa implica lunghi periodi di stress ripetuto sul sistema muscolo-scheletrico con i piedi che toccano terra fino a 1000 volte al chilometro con una forza dalle 2 alle 3 volte il peso corporeo. Per questo gli infortuni associati alla corsa sono per lo più da sovraccarico (overuse).
I concorsi prevedono invece lo sviluppo di forze massime in un breve periodo di tempo, con un conseguente infortunio a insorgenza acuta e brusca1.
Se valutiamo l’incidenza di infortuni in atletica leggera possiamo vedere come circa l’80% sia correlato a eventi di corsa mentre il 20% rimanente ai concorsi.
In generale, la maggior parte degli infortuni colpisce l’arto inferiore, con stiramenti e strappi muscolari che la fanno da padrone.
I principali meccanismi di infortunio sono da sovraccarico e da caduta o scivolamento2.
Il primo meccanismo è alla base dei principali infortuni in cui gli atleti incorrono durante gli allenamenti, mentre il secondo è maggiormente associato a quelli in cui si incorre durante le competizioni.
 

Carico ed emozione

Anche se gli atleti trascorrono più tempo ad allenarsi che a gareggiare, il fatto che ci sia un’elevata percentuale di infortuni correlati al momento della gara si potrebbe spiegare con l’accumulo di carico di allenamento e la presenza di fattori emozionali correlati all’ansia da competizione che aumenterebbero il rischio di farsi male.
Fondamentalmente ci si infortuna quando il corpo viene sottoposto a carichi o sollecitazioni che superano le sue capacità di sopportazione, che siano carichi dilungati nel tempo, come nelle fratture da stress, o concentrati in un attimo, come negli strappi muscolari.
Ossa, muscoli, tendini e cartilagini sono strutture sottoposte a forze di taglio, compressione, tensione e torsione durante gli allenamenti e le competizioni, che necessitano di tempo per potersi adattare ai cambiamenti e diventare più forti3.
Atleti e allenatori dovrebbero essere più sensibili al concetto di prevenzione degli infortuni perché il miglior modo per avere ottimi risultati è EVITARE DI FARSI MALE!
Per questo motivo nei prossimi post di questo blog affronteremo argomenti relativi ai tipici infortuni in cui possono incorrere gli atleti, fornendo informazioni di carattere diagnostico, riabilitativo e preventivo, comprensibili e utili.

Attraverso i canali social di Fidal Lombardia sarà inoltre possibile porre domande o esprimere dubbi e perplessità a cui cercheremo di rispondere.



1. Zemper ED. Track and field injuries. Med Sport Sci. 2005. doi:10.1159/000084287

2. Mintz JJ, Jones CMC, Seplaki CL, Rizzone KH, Thevenet-Morrison K, Block RC. Track and field injuries resulting in emergency department visits from 2004 to 2015: an analysis of the national electronic injury surveillance system. Phys Sportsmed. 2021. doi:10.1080/00913847.2020.1779001

3. Dubois B, Berg F. La Salute Nella Corsa. (Editore M, ed.).; 2020.

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