Montagna, Nuovo Format Mondiale in Thailandia: l’Opinione di Francesco Puppi

Pubblicato: Lunedì, 28 Dicembre 2020

L'azzurro della corsa in montagna Francesco Puppi (nella FOTO in azione in Nazionale ai Mondiali di trail 2019) torna a scrivere per noi: l'iridato 2017 di corsa in montagna long distance  prende spunto dai Mondiali "unificati" di corsa in montagna e trail in Thailandia nel 2021 per esprimere il proprio punto di vista sugli orizzonti dell'off road running e sugli scenari aperti da questa "rivoluzione" targata World Athletics e in programma nella prossima stagione. Buona lettura!

La novità più importante sta nel titolo. È dello scorso 23 dicembre la notizia, apparsa direttamente sul sito di World Athletics, che la Thailandia ospiterà i Mondiali di corsa in montagna e trailrunning nella sede di Chiang Mai, dall’11 al 14 novembre 2021. Sarà l’attesissimo esordio del nuovo format a cadenza biennale, nato dalla collaborazione tra WMRA (la World Mountain Running Association), IAU (International Association of Ultrarunners) e ITRA (International Trail Running Association), con il supporto diretto di World Athletics.

Trail e mountain running si fondono in un unico evento, facendo cadere la distinzione puramente arbitraria tra le due specialità, nate e cresciute in modi diversi ma di fatto completamente assimilabili. Il Mondiale di corsa in montagna e il Mondiale di trail, eventi finora organizzati rispettivamente da WMRA e ITRA/IAU, si erano infatti sempre tenuti in location separate.

Nella confusione attuale del mondo dell’off-road running, in cui diversi enti privati e non organizzano competizioni definite “World Championships” (tra queste ITRA, WMRA, Salomon-Golden Trail, Adidas-Infinite Trails, Spartan Circuit, Ultra Trail World Tour e via dicendo), questa semplificazione non può che fare bene al movimento.

Per farvi rendere conto di ciò che scrivo vi propongo un semplice esercizio: fate una ricerca su Internet e provate a rispondere alla domanda “Chi è il campione del mondo di trailrunning?”. Non banale, vero? La risposta dipende anche dalla definizione che vogliamo dare di trailrunning, che secondo World Athletics è un’unica disciplina insieme alla corsa in montagna che si chiama “mountain and trail running” (Rule 251 della World Athletics).

Definizioni a parte, è anche ovvio che un “contenitore” così grande come il trail racchiuda in sé specialità anche molto diverse tra loro, per distanza e tipologia. Quindi chiedersi chi è il campione del mondo di trailrunning non ha veramente senso, sarebbe come chiedersi chi è il campione del mondo della pista: esistono specialità diverse con protagonisti e regole diverse.

È anche per questo motivo che dal punto di vista tecnico il programma del World Mountain and Trail Running Championship si articolerà su cinque prove:

  • Short Trail (40 km, 1000-3000 metri D+), specialità che di fatto sostituisce la prova di mountain running long distance (le due prove sono estremamente simili)
  • Vertical uphill: una prova di sola salita simile a un km verticale (3-6km, 1000 metri D+)
  • Classic up and down Seniores: una prova di corsa in montagna classica (12km, 500-700 metri D+)
  • Classic up and down Juniores (6 km, 250-350 metri D+)
  • Long Trail (80km, 3000-7000 metri D+)

Il riconoscimento e la volontà di creare un'unica definizione per il mountain/trailrunning all’interno dell’atletica riflette l’interesse sempre maggiore di World Athletics verso il settore dell’off-road running. Mentre altre specialità tradizionali dell’atletica faticano a rinnovarsi e riproporsi in maniera interessante per atleti e pubblico, il mondo outdoor attira sempre più partecipanti, interessi e investimenti: lo si vede da mosse come questa ma anche semplicemente dal bisogno che in tanti abbiamo avvertito, soprattutto in quest’ultimo anno caratterizzato dalla pandemia, di stare all’aria aperta e riavvicinarci alla natura.

Per me, che ho prima seguito e poi vissuto in prima persona entrambi gli eventi (Mondiali di corsa in montagna classic e/o long distance dal 2015 al 2019, Mondiali di trail nel 2019) il Mondiale unificato di trail and mountain running rappresenta un approdo che attendevo da qualche anno. Nel settore off-road le federazioni hanno sempre faticato rispetto ad altri attori, come organizzazioni private o brand,per imporsi efficacemente, regolare e far crescere il movimento: penso che il Mondiale unificato sia una novità che sposta decisamente gli equilibri verso uno sviluppo sempre più orientato agli atleti e al significato tecnico della performance. La spinta che muove gli interessi di un brand è di tipo economico, quella che muove una federazione è di tipo organizzativo e governativo, in un’ottica di sviluppo. Mi riferisco per esempio all’attenzione che una federazione come World Athletics dedica all’attività giovanile: qualcosa che in genere un brand non fa.

Nella pratica, sono ansioso di vedere e capire come tutto questo accadrà e soprattutto come verrà comunicato. Se il settore è ormai maturo per numero di partecipanti, nazioni e livello delle competizioni, è vero che dal punto di vista degli investimenti e della comunicazione c’è ancora molto da fare. ITRA e WMRA sono sempre state caratterizzate da una certa lentezza nell’adattarsi a nuovi trend ed esigenze dello sport che vorrebbero governare. Sponsorizzazioni e accordi commerciali sono sempre stati carenti e di conseguenza la comunicazione è stata inefficace. Il modo di comunicare e di creare contenuti per generare interesse nell’audience da parte di professionisti del settore digitale ha fatto passi da gigante negli ultimi anni: alcune federazioni lo hanno capito e stanno cercando di recuperare il tempo perso rispetto ai brand.

Un’ultima riflessione vorrei riservarla alla scelta di calendario: la quasi concomitanza del Mondiale thailandese con la finale delle Golden Trail Series (prevista in Patagonia il 6 novembre 2021) è chiaro sintomo della disorganizzazione e mancanza di volontà dei players coinvolti in questo sport di collaborare e mettere finalmente al centro delle decisioni gli atleti. I quali saranno costretti in ogni caso a rinunciare a delle opportunità (tecniche, di confronto agonistico ed economiche), qualsiasi sia la loro scelta. Sogno un mondo in cui si possa lavorare a un obiettivo comune e uno sviluppo condiviso: una possibile (o impossibile?) strategia potrebbe essere far coincidere la finale delle Golden Trail Series con la prova Short Trail del Mondiale. Ma apparentemente sedersi per discutere insieme attorno a un tavolo è ancora troppo difficile: lo posso capire, in epoca Covid, però almeno su Zoom…

Scherzi a parte, un passo importante è stato fatto: toccherà anche a noi atleti far sentire la nostra voce e soprattutto essere preparati al meglio quando sarà il momento di correre.

Francesco Puppi

Comitato Regionale Lombardia - Federazione Italiana di Atletica Leggera
IBAN:
IT24U0100501601000000140051
Tel.: +39.02.744786 - Fax: +39.02.716706 - P.IVA: 01384571004 e C.F.: 05289680588
via Giovanni Battista Piranesi, 46 - 20137 Milano