Ci sono delle regole molto semplici per capire se sia necessario andare in Pronto Soccorso per fare una radiografia:
- Toccare dei punti ossei e vedere se fa male:
- Primi 6 cm del malleolo esterno (peroneale)
- Primi 6 cm del malleolo interno (tibiale)
- Base del V metatarso
- Tubercolo del navicolare (o scafoide del piede)
- Considerare quanti passi riusciamo a fare mettendo il peso sulla caviglia infortunata
Se fa male uno dei punti ossei e se non riesco fare più di 4 passi è consigliabile andare in Pronto Soccorso per eseguire una radiografia.
- Camminare caricando il peso per quanto riusciamo, aiutandoci con delle stampelle se facciamo tanta fatica
- Indossare un tutore bivalve che metta a riposo i legamenti infortunati per i primi giorni
- Muovere in flesso-estensione la caviglia il prima possibile per ridurre il rischio che si irrigidisca
- Tenere la gamba alta per i primi giorni favorisce il riassorbimento del gonfiore
- Bendaggio compressivo può aiutare a ridurre il gonfiore
L’ecografia è sicuramente un esame veloce, poco invasivo, che permette un’analisi dinamica della caviglia e ci permette una diagnosi più dettagliata. È però un esame operatore-dipendente, il cui risultato può variare dall’esperienza e dall’abilità di chi la esegue. Che informazioni ci dà? Sicuramente i legamenti della caviglia risulteranno in qualche modo danneggiati in ogni paziente (ma questo non cambia il trattamento), quindi non è strettamente necessario eseguirla. Dobbiamo invece pensare di fare una Risonanza Magnetica nel caso in cui dopo almeno 6 settimane dal trauma, persiste il dolore e quindi sospetto una frattura nascosta (detta frattura intraspongiosa), danni osteo-cartilaginei oppure nel caso di instabilità cronica di caviglia.

