Compleanno speciale per la Sesto 76 Lisanza: la realtà atletica di Sesto Calende (Varese) ha festeggiato mercoledì 9 settembre i 50 anni di attività. Una ricorrenza celebrata di fronte a numerose autorità politiche e sportive: il Comitato Regionale FIDAL Lombardia era presente con la propria massima carica, il presidente Luca Barzaghi, affiancato dal vicepresidente Bruno Frigeri e dal consigliere Giampaolo Riva, ma (solo per citare i principali intervenuti) c’erano anche il CONI Lombardia guidato dal presidente Marco Riva, il CIP (Comitato Italiano Paralimpico) Lombardia con il presidente Pierangelo Santelli e la vicepresidente Linda Casalini e il Comitato Provinciale FIDAL Varese con il presidente Marco Lazzati e il vicepresidente Carmine Pirrella, senza dimenticare ovviamente la partecipazione dell’amministrazione comunale di Sesto Calende (con il sindaco Maria Elisabetta Giordani) e il graditissimo messaggio inviato dal sottosegretario con delega a Sport e Giovani di Regione Lombardia Federica Picchi.
Presenze che già in modo implicito sottolineano la pluriennale meritoria attività della Sesto 76 Lisanza, evidenziate anche dal presidente FIDAL Lombardia Barzaghi che ha posto l’accento «sull’importanza, anche valoriale, dell’attività portata avanti dalla società sul territorio».
La Sesto 76 ha fatto dello sport inclusivo uno dei propri tratti distintivi quando il concetto di “inclusività” non era ancora così conosciuto come lo è invece oggi. Il club presieduto da Paola Ravaldini, alla guida del sodalizio dal 2013, conta circa 600 iscritti, la maggior parte dei quali nelle sezioni atletica e ginnastica: in ambito atletico la Sesto 76 Lisanza è affiliata alla FIDAL (con squadre nelle categorie Esordienti, Ragazzi e Cadetti maschili e femminili) e alla FISDIR (Federazione Italiana Sport Paralimpici degli Intellettivo Relazionali). «Crediamo nello sport per tutti - il pensiero di Paola Ravaldini -. Non vogliamo allevare soltanto campioni e scartare chi è meno portato. Tutti devono avere il diritto di accedere allo sport. Se siamo arrivati fin qui è perché tante persone prima di noi e insieme a noi hanno lavorato per questa associazione. Possiamo averla cambiata e fatta evolvere, ma non dobbiamo mai dimenticare da dove siamo partiti: i cinquant’anni della Sesto76 sono il risultato della perseveranza di tante persone che hanno creduto nello stesso progetto».

