Domina il Kenya nella quartultima prova di Coppa del Mondo di corsa in montagna: al Trofeo Nasego di Casto (Brescia), nel Savallese, trionfano Philemon Kiriago in campo maschile (con il record del percorso) e la leader di Coppa Ruth Gitonga in ambito femminile. Ma per l’Italia ci sono tanti motivi per cui sorridere: gli azzurri vincono infatti il Trofeo Nasego Mountain Running Seven Nations-Memorial Silvestro Niboli, il “Sette Nazioni” della disciplina. L’Italia, già in testa dopo il Vertical Nasego di sabato 5 settembre, totalizza il miglior bottino anche in gara-2 (26 punti), staccando la Francia (52 punti) e l’Inghilterra (60): nella classifica generale la squadra italiana vince con 39 punti complessivi e un vantaggio abissale sulla Francia seconda a 82, mentre l’Inghilterra precede “allo sprint” (97 punti contro 100) la Scozia per la terza posizione (Svizzera, Galles e Irlanda chiudono poi dal quinto al settimo posto). Nel Trofeo Nasego l’impresa in chiave azzurra porta la firma di Arianna Dentis (Atl. Saluzzo), eccellente quarta nella gara femminile: Benedetta Broggi (La Recastello) è 11esima, Arianna Del Pino (US Aldo Moro) 12esima, Erica Ghelfi (Podistica Valle Varaita) 29esima; tra gli uomini un coraggioso Michael Galassi (US Aldo Moro) chiude nono: Andrea Rostan (Atl. Saluzzo) è 11esimo, Andrea Elia (La Recastello) 16esimo ed Henri Aymonod (US Malonno) 20esimo in una gara dal livello stellare.
DONNE La corsa si apre ben presto con un attacco di Ruth Gitonga, leader di Coppa del Mondo e ben determinata a chiudere qui la questione. Sulle sue tracce si lancia Nina Engelhard, che rompe gli indugi malgrado avesse annunciato una tattica prudente dopo le fatiche trionfali del suo Vertical Nasego, corso poco più di 24 ore prima. La tedesca attuale campionessa del mondo in carica paga un distacco di circa 30 secondi al primo rilevamento in località Alone, in un trenino che coinvolgeva anche Miriam Chepkirui, Joyce Njeru e Gloria Chebet, tutte chiuse nello spazio di un minuto. La gara sembra non poter cambiare volto e all’attacco della temuta salita al rifugio Nasego, in località Piazze, per Gitonga c’è un minuto e mezzo di vantaggio su Engelhard e 1:48 su Chepkirui mentre dietro recuperano molto forte la scozzese Kirsty Dickson e l’azzurra Arianna Dentis. La salita finale al Nasego resetta i distacchi, perché Engelhard sferra un attacco deciso che le permette di ridurre il distacco da Gitonga a soli 25”. Lo scollinamento però è provvidenziale per la keniana, che riesce a resistere ed a portare a termine l’impresa di iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro del Trofeo Nasego: Ruth Gitonga è la campionessa 2026 in 1h47:07, il sesto crono di sempre sul percorso. Praticamente invariato il distacco alla fine per Nina Engelhard, che chiude in seconda posizione e completa un weekend in cui è stata assoluta protagonista anche con la vittoria netta del Vertical Nasego. Terzo posto a chiudere il podio per Miriam Chepkirui. Festa, vera ed entusiasmante, per il quarto posto della migliore italiana: Arianna Dentis chiude in 1h52:51, che rappresenta il secondo miglior crono italiano femminile di sempre qui. Per la cuneese una gara perfetta nella sua gestione tattica ed agonistica, che la porta dentro una top ten storica, accompagnata in sequenza dalle keniane Gloria Chebet e Joyce Muthoni Njeru, dall’austriaca Andrea Mayr, dalla scozzese Kirsty Dickson e dalle due elvetiche Axelle Genoud e Flurina Eicholzer-Bott.
UOMINI Corsa marchiata a fuoco sin dalle prime battute dai keniani del team Run2Gether-ON: prima i giovani Njeri e Kariuki, poi Philemon Kiriago e Patrick Kipngeno. Un lancio di gara a ritmi incredibili che relega il resto della truppa già a 30 secondi dopo meno di 3 km. Giungono le notizie dei ritiri di Richard Atuya e di Brayan Rodriguez, mentre Petro Mamu prova a rimanere nella scia degli avversari, portandosi dietro anche un coriaceo Michael Galassi, lo svedese Nilsson ed Andrea Rostan, che provano a tenere lì davanti le casacche Italiane. La gara scorre via veloce nella prima parte, con un ritmo che non cala e di cui sembra far le spese il capitano di Run2Gether Kipngeno, mentre Kiriago prova ad andare via tallonato da Kariuki e da Njeri. Ma è un fuoco di paglia, perché in avvio di salita è proprio Kipngeno a rilanciare: il solo Kiriago sa resistergli e anzi rilancia, scollinando al GPM del Rifugio Nasego con un crono identico a quello dello scorso anno (1h13:53). Kipngeno è a soli cinque secondi, Saoli a 56”, Kariuki a 1’24” poi via via Machoka, Mamu, Galassi, Nilsson, Njeri e il britannico Matthew Knowles, che da proverbiale discesista prova ad apparecchiare la tavola per un tentativo di rimonta nel finale. Philemon Kiriago nel finale incrementa il vantaggio sui connazionali per vincere in 1h30:08, nuovo record del percorso: Patrick Kipngeno cede parecchio nel finale ma difende il secondo posto (1h31:10); il Kenya si prende tutta la top five con Michael Saoli terzo, Elijah Kariuki quarto e Paul Machoka quinto, quindi chiudono l’eritreo Petro Mamu e l’avamposto del “Sette Nazioni” Matthew Knowles, britannico, al settimo posto; il primo degli italiani è un ottimo Michael Galassi, nono.
LE DICHIARAZIONI (da comunicato organizzatori)
Philemon Kiriago: “Per prima cosa è un piacere essere di nuovo qui a Casto al Trofeo Nasego. Sono felice. Mi sono preparato per questo obiettivo. Sono felice di aver vinto e anche di aver preso il record del percorso. Che bello correre il Trofeo Nasego! La gara è stata fantastica. C'erano corridori forti fin dall'inizio, ma ho cercato di mantenere il passo per controllare il distacco. Ero concentrato sul record del percorso e sono veramente felice di aver centrato questo obiettivo prefissato da inizio stagione”.
Michael Galassi: “Alla fine sono soddisfatto perché sono tre giorni che sto poco bene. Avevo il raffreddore, sono un po' debole e quindi oggi nemmeno io so come ho fatto a tirar fuori una gara del genere. Forse alla fine è stata quasi la migliore della stagione perché per come stavo oggi sono davvero andato oltre le mie aspettative. È bellissimo correre il Nasego: una delle gare più belle a livello internazionale, mi fa sempre piacere venire qua. Soprattutto quando si difende la maglia azzurra è ancora più emozionante”.
Nina Engelhard: “Ho dato tutto quello che avevo ieri, ho dato tutto anche oggi e sono felicissima del mio secondo posto!”.
Ruth Gitonga: “Sono arrivata consapevole della mia condizione e ho quindi preso la gara in testa sicura dei miei mezzi. È stato tutto bellissimo: sono veramente contenta. Mi ha emozionata parecchio il tifo della tantissima gente su tutto il percorso. Grazie Nasego!”
Arianna Dentis: “Sono contentissima, Casto è un po’ la mia seconda casa oramai visto che il mio compagno vive poco distante. È stata tutta una gara bella in rimonta perché siamo partite un po' più caute, o meglio, spingendo quanto si doveva nella prima parte di gara. Dai Pannelli in poi è stata una gara in rimonta e soprattutto la discesa: è stato un lasciare andare le gambe e ‘spegnere’ la testa”.
Foto di Davide Vaninetti/organizzatori