Nel Gran Gala di Pietro Pastorini gli Oscar della Marcia e un Dibattito sul Futuro del Settore

Pubblicato: Sabato, 30 Novembre 2019

Sei anni dopo per Lomello è stato di nuovo tempo di Gran Gala della marcia. Nel 2013 nel piccolo centro abitato (2300 abitanti) della provincia di Pavia fu l’ultima volta in Lombardia della compianta Annarita Sidoti: oggi nella chiesa sconsacrata di San Rocco è stato il momento per celebrare gli “Oscar” della marcia e anche per discutere, con ospiti di assoluta competenza, del futuro di questa specialità.

Dopo l’introduzione (in cui Gianni Mauri, presidente del Comitato Regionale FIDAL Lombardia e conduttore dell’evento ha ricordato Adele Brera, Elio Locatelli e Antonio Iannni) la prima parte della manifestazione ideata da Pietro Pastorini (FOTO a sinistra) e dall’associazione “Correre è Salute” presieduta da Filippo Gemelli è stata dedicata alla celebrazione degli atleti che hanno illuminato il 2019 azzurro nel “tacco e punta”: il bronzo mondiale della 50 km Eleonora Giorgi (Fiamme Azzurre) con il coach Gianni Perricelli, l’oro del Festival Olimpico della Gioventù Europea Under 18 Gabriele Gamba (Atl. Riccardi Milano 1946) con il tecnico Andrea Previtali, il vicecampione europeo Under 20 Riccardo Orsoni (CUS Parma) con l’allenatore Alessandro Gandellini e l’autore del miglior tempo italiano dell’anno sui 50 km maschili Stefano Chiesa (CS Carabinieri), seguito tecnicamente proprio da Pastorini. L’ambasciatore della marcia lombarda ha poi consegnato ai fratelli Maurizio e Giorgio Damilano, entrambi azzurri della specialità (Maurizio è uno dei marciatori più vincenti della storia azzurra con un oro e due bronzi olimpici e due titoli mondiali), un riconoscimento per il fratello Sandro.

Nell’evento organizzato con il supporto di Nuova Atletica Astro e Comune di Lomello (era presente il sindaco Silvia Ruggia oltre ai rappresentanti dello storico maglificio Mapier) è stato poi il momento di parlare del futuro di questo affascinante settore che sta vivendo per certi versi momenti di difficoltà: di seguito sono riportati tutti i principali interventi.

Maurizio Damilano (già membro del Comitato della marcia a World Athletics, olimpionico a Mosca 1980):  «La marcia ha un futuro importante con la 20 km e la 35 km, due distanze che riescono a essere più presenti all’interno dei programmi agonistici. La 50 km, pur avendo una storia importante, ha sempre maggiori difficoltà organizzative e di coinvolgimento: senza di essa si perderà un pezzettino del nostro passato ma si avrà un podio in più ai Giochi olimpici con quattro gare da titolo anziché tre. Il tema non è salvare o meno la 50 km ma diffondere la specialità ed evitare che esca dal programma olimpico».

Pierangelo Molinaro (giornalista): «Capisco i tempi delle tv ma buttare la 50 km è buttare una delle più grandi storie dell’atletica, una specialità in grado di trasmettere valori da passare ai giovani».

Walter Brambilla (giornalista): «La 50 km venne già cancellata ai Giochi di Montreal 1976 per essere riproposta a Mosca 1980. La più bella gara di marcia cui ho assistito è la Coppa Città di Sesto San Giovanni 1992 con la sfida tra Gianni Perricelli e Maurizio Damilano: lo sforzo per riportare in auge la 50 km deve arrivare pure dall’Italia».

Andrea Buongiovanni (giornalista): «La marcia è una delle specialità maggiormente in grado di essere una sorta di grande famiglia. Calamitare l’attenzione dei giovani è sempre più complicato e occorre fare i conti con una realtà che implica cambiamenti radicali: è giusto sapersi rinnovare».

Luis Saladie (già membro del Comitato della marcia a World Athletics): «Oggi non è pensabile che la 50 km femminile possa far parte del programma dei Giochi 2020. Cruciale è in generale che la marcia resti nel programma olimpico, altrimenti rischia di sparire: in questo momento non ci sono sufficienti praticanti nella 50 km, la 35 km è un’opportunità di crescita».

Pietro Pastorini (allenatore e ambasciatore della marcia lombarda): «Il mio è ovviamente un azzardo: nel 1981 disputammo il Criterium femminile a Lomello, perché non disputare qui il Mondiale di questa distanza se questa non fosse più parte del programma olimpico?».

Gianni Mauri (presidente FIDAL Lombardia): «La 50 km ha raccontato momenti importanti della storia dell’atletica italiana con Frigerio, Dordoni, Pamich. Come Comitato Regionale lavoreremo perché resti patrimonio di questa regione e difenderemo una manifestazione storica come il Trofeo Frigerio, unendo anche le forze con altri comitati. A volte purtroppo questa specialità si è fatta male da sola: non è bello vedere solo quattro atleti al via del Campionato Italiano Assoluto della 50 km maschile».

Gianni Perricelli (allenatore, argento mondiale 1995 della 50 km): «Dobbiamo guardare la questione in prospettiva: fondamentale è restare presente nel programma dei Giochi».

Oscar Campari (consigliere nazionale FIDAL): «Damilano e Saladie hanno centrato politicamente la situazione. Come Federazione supporteremo gli organizzatori di alcune rassegne nazionali della pista ma anche della marcia».

Ruggero Sala (tecnico, coordinatore regionale lombardo di settore): «Come tecnici dobbiamo riuscire a ridare “fuoco” alla marcia trasmettendo la passione che vedo in questa mattinata. La marcia deve piacere di più ai giovani».

Al Gran Gala erano presenti anche numerosi altri azzurri di oggi e di ieri oltre a Giorgi, Gamba, Orsoni, Chiesa e i Damilano: in platea c’erano anche l’olimpionico 2004 Ivano Brugnetti, Valentina Trapletti, Nicole Colombi, Federico Tontodonati, Federica Curiazzi, Lidia Barcella, Beatrice Foresti e Martina Ansaldi. È intervenuta anche una delegazione di giudici di gara, che ha parlato attraverso le belle parole di Franco Cavallini: «Grazie a voi, marciatori: perché esistete e ci permettete di esistere».  

Cesare Rizzi

Sulla pagina Facebook FIDAL Lombardia è possibile rivedere la diretta Facebook dell'evento.

Gala Marcia Lomello 2019

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