“Io Farei Così”: una Serata Ricca di Spunti e di Idee per il Futuro dell’Atletica

Pubblicato: Sabato, 15 Dicembre 2018

Un successo per le adesioni ma anche e soprattutto per le idee emerse durante la serata:  la tavola rotonda “Io farei così” organizzata dall’associazione Officina Atletica e dal Comitato Regionale FIDAL Lombardia ieri venerdì 14 dicembre a Palazzo CONI a Milano ha messo in luce numerosi scenari utili per migliorare il nostro sport con la partecipazione di alte figure tecniche e dirigenziali come il presidente della Federazione Italiana di Atletica Leggera Alfio Giomi e il Direttore Tecnico della Nazionale Antonio La Torre.

La serata è iniziata con i saluti del fiduciario tecnico regionale Sergio Previtali, del presidente FIDAL Alfio Giomi e del presidente FIDAL Lombardia Gianni Mauri: dopo che lo stesso Previtali ha illustrato il modello secondo cui è stato plasmato il progetto tecnico FIDAL Lombardia si sono susseguiti gli interventi di autorità invitate e addetti ai lavori che hanno richiesto di intervenire. La diretta Facebook dell’intera serata è disponibile sulla pagina FIDAL Lombardia (VIDEO 1  VIDEO 2): di seguito riportiamo (in ordine di intervento) alcuni passaggi salienti di tutti gli intervenuti.

Rosario “Saro” Naso (coordinatore Area Tecnica FIDAL Lombardia): «Le nostre proposte sono per i tecnici, mai direttamente per gli atleti. Nei progetti di Supporto e Sviluppo lavoriamo per consolidare il potenziale degli atleti di interesse regionale. Il nostro metodo di lavoro? Dialogo continuo, momenti di approfondimento anche scientifico, gare a invito per atleti Elite. Nel 2017 sono nati il Progetto Elite Mezzofondo e il Progetto Giovani Tecnici per il settore Lanci che ha coinvolto lanciatori nella fase conclusiva o quasi della loro carriera e avviati al ruolo di allenatori, nel 2018 sono nati 4 Centri Tecnici Regionali. Il modello del raduno in cui l’atleta arriva, svolge il lavoro previsto e se ne va non ha utilità. È auspicabile maggiore collaborazione tra FIDAL nazionale e Comitati Regionali». 

Sergio Previtali (fiduciario tecnico regionale): «Il nostro problema è tutto ciò che sta in mezzo tra l’attività tecnica nazionale e l’attività sociale e dei Comitati Regionali. Finalmente nella Struttura Tecnica Nazionale sono considerati anche i fiduciari regionali: manca comunque spesso interazione (noi non sappiamo ciò che avviene nei raduni nazionali e i tecnici nazionali non sanno come si lavora nei raduni regionali) e mancano risorse per svolgere la mole di attività tecnica necessaria una regione come la Lombardia. Servirebbero Centri Tecnici Territoriali, gestiti dai Comitati Regionali coinvolti e distribuiti in Italia secondo una suddivisione zonale. Al Centro Tecnico Regionale degli Ostacoli a Bergamo sono arrivati anche atleti sardi: l’idea funziona».

Gianni Mauri (presidente FIDAL Lombardia): «La nostra ricchezza sono atleti, tecnici, società: il nostro impegno per  loro è quotidiano.  È importante sapere fare rete con i Comitati Regionali vicini e con la Federazione centrale: l’atletica cresce solo così. Si può e si deve migliorare nella gestione delle gare tramite SIGMA e dell’innovazione tecnologica e semplificare in modo responsabile la burocrazia anche sul nuovo regolamento sulla privacy. Auspico dialogo e collaborazione costanti tra FIDAL nazionale e Comitati Regionali e un diverso criterio di distribuzione delle risorse ai Comitati Regionali stessi: propendiamo in una riparametrazione dei contributi seguendo la proposta preparata con il presidente del Comitato Regionale FIDAL Emilia Romagna Marco Benati. Ci avvaliamo con soddisfazione dei tecnici della Struttura Tecnica Nazionale: crediamo in una collaborazione ancora più solida e bidirezionale. Il nostro pensiero va all’atletica italiana tutta: vediamo con dispiacere le grosse difficoltà dell’atletica al Sud, proponiamo un “piano Marshall” e progetti mirati per l’atletica del Meridione con la compartecipazione di tutti».

Rosa Maria Boaglio (presidente FIDAL Piemonte): «Esistono problematiche legate al calo numerico dei giudici di gara, alla gestione delle gare con SIGMA e del nuovo regolamento sulla privacy. Auspico una maggiore vicinanza di FIDAL nazionale alle realtà regionali».

Giacomo Leone (presidente FIDAL Puglia): «Lo spirito di condivisione è fondamentale. In FIDAL ci piacerebbe avere i Comitati Regionali che si occupano di sviluppo e ricerca e la FIDAL nazionale che si occupa di alto livello: la Struttura Tecnica Nazionale deve ricordarsi del territorio. L’atletica è un diritto di tutti: non ci devono essere territori di Serie A o di Serie B».

Maurizio Barbieri (consigliere FIDAL Lazio): «Crediamo nel rapporto con gli atleti, per questo nelle nostre borse di studio è prevista anche l’esenzione dalla tasse universitarie. Investiamo nei Campionati Studenteschi, ma vanno ripensati a livello ministeriale. Per la “connessione” tra Comitati Regionali è molto importante saper sfruttare i nuovi strumenti di comunicazione».

Stefano Mei (Atletica Spezia Duferco): «Manca spesso la comunicazione tra territorio e centro. Le società lavorano con i giovani ma manca qualcosa nel passaggio da giovane ad atleta adulto. La Struttura Tecnica Nazionale andrebbe costruita con criteri oggettivi: se le figure scelte non sono riconosciute dai tecnici che operano con i singoli atleti è difficile diventino un punto di riferimento. Con i giovani andrebbe realizzato un progetto che non li faccia approdare troppo presto ai Gruppi Sportivi Militari, dove dovrebbero arrivare solo atleti già formati. È un problema se l’obiettivo di un ragazzo non è più fare un risultato bensì entrare in un corpo militare».

Maurizio Lorenzini (giudice di gara e giornalista): «Occorrono più risorse per i giudici e più formazione per giudici e tecnici».

Nicola Rossi (Team A Lombardia): «Si fatica ad alto livello per due motivi: un’incompetenza tecnica legata agli allenatori che fanno altro di professione e la poca esperienza degli atleti ad alto livello. Occorrerebbe cercare di professionalizzare la figura dei tecnici non solo per le competenze ma anche per la mentalità».

Achille Ventura (Atletica Bergamo 1959 Oriocenter): «È indispensabile avere una fascia di “alto livello allargato”: serve una struttura tecnica con 30 tecnici professionisti (nel nuoto gli allenatori sono professionisti) e 10 centri specializzati. Servono progetti speciali per gli Under 23».

Dino Ponchio (ex CT Nazionale femminile): «Sono d’accordo con Naso e Previtali sul concetto dei Centri Tecnici Territoriali: non sarebbero più necessari raduni giovanili con centinaia di atleti, basterebbe sfruttare meglio le informazioni provenienti dal territorio».   

Andrea Uberti (coordinatore FIDAL Lombardia Prove Multiple): «È importante provare a entrare nel mercato e a ritagliarci spazio in mezzo a sport che sono più remunerativi soprattutto per i tecnici».

Antonio La Torre (Direttore Tecnico della Nazionale): «Abbiamo una gioventù che in prospettiva Giochi  2024 può fare molto bene. Il decentramento non ha funzionato: lo dimostrano anche le scelte di altri Paesi. L’obiettivo dev’essere Doha o Tokyo, non entrare nell’Atletica Elite Club. A Chiappinelli ho spiegato che non è in fascia AEC Top perché non ha le potenzialità per battere il record italiano di Panetta. Filippo Tortu con il suo  9”99 ha alzato a livelli consoni l’asticella del settore Velocità e parlare di siepiste in finale a Tokyo non è  un sogno irrealizzabile. Abbiamo 100 atleti in top 100 mondiale Under 18: se almeno 20 non arriveranno ai Giochi Olimpici 2024 vorrà dire che avremo commesso errori».

Daniele Bonesini (speaker  e organizzatore): «Occorre un approccio più manageriale a livello nazionale».

Roberto De Benedittis (ACSI Italia Atletica): «Occorre dare lo strumento per divertirsi agli atleti che militano nel settore promozionale e provare a evitare la dispersione nei grandi centri cittadini».

Magda Maiocchi (giornalista): «Per ottenere nuove risorse è importante anche “svecchiare” l’immagine dell’atletica creando progetti ad hoc a livello social. L’atletica è uno sport molto socializzante e questo messaggio passa troppo poco. Importante considerare la realizzazione di poli tecnici in città universitarie».

Sergio Baldo (GS Fiamme Oro): «Nel 2016 scegliemmo di consentire l’arruolamento di atleti solo dal primo anno Promesse ma la delibera fu bocciata dal CONI. Alcuni atleti vogliono stare a casa propria, altri provano a spostarsi a spese loro masi accorgono come sia remunerativo svolgere la professione di poliziotto».

Alfio Giomi (presidente FIDAL): «Per i contributi ai Comitati Regionali sono stato io stesso a chiedere alle regioni di fornire parametri diversi. Quest’anno abbiamo chiuso un accordo storico con Infront, unica federazione in Italia. Per la procedura relativa i nuovi regolamenti sulla privacy sappiamo che la via scelta è l’unica per non incorrere in sanzioni. Il discorso Centri Tecnici Territoriali fu un progetto presentato da me e Ponchio già nel 2001. Serve un organo o una figura che faccia da “cuscinetto” tra la Struttura Tecnica e i fiduciari tecnici regionali. L’atletica è in difficoltà a livello mondiale, televisivamente fa fatica, ma non si può snaturare: dobbiamo saper valorizzare ciò che di bello abbiamo fatto. Siamo lo sport capace di essere sul territorio più di ogni altro».

Alessandro Castelli (CUS Pro Patria Milano): «Due riflessioni sui club: la sfida di gestire gli impianti va accettata; ci sono troppi Campionati di Società, il calendario dei CdS andrebbe ridotto».

A chiusura è stata affidata al presidente FIDAL Lombardia Gianni Mauri: «Il rispetto che si è visto in questa serata tra persone dell’atletica è un valore del nostro sport: auspico che ci siano in futuro altri momenti di dibattito come questo, momenti che fanno bene se affrontati con questa maturità».

Comitato Regionale Lombardia - Federazione Italiana di Atletica Leggera
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