Mondiali: Eleonora Giorgi nella Top Ten Iridata

Pubblicato: Martedì, 13 Agosto 2013

Eleonora Anna Giorgi, atleta di Cabiate (CO) “nata” con Vittorio Zeni e ora allenata da Gianni Perricelli, continua la sua “marcia” verso le posizioni d’avanguardia del “tacco e punta” mondiale. Dopo i Giochi olimpici di Londra 2012 (in cui terminò in 14ª posizione) Eleonora ottiene un lusinghiero decimo posto nella 20 km di marcia della rassegna iridata moscovita in 1h30:01: solo 13” peggio del PB archiviato proprio a Londra 2012, quando il clima peraltro si adeguava maggiormente all’esercizio della marcia.

La studentessa in Economia all’Università “Bocconi” di Milano (NELLA FOTO Colombo/FIDAL in gara a Londra un anno fa) è la seconda di tre azzurre al traguardo dietro Elisa Rigaudo (quinta in 1h28:41 e autrice di una prova garibaldina) e davanti ad Antonella Palmisano (13ª col PB a 1h30:50), in una giornata piuttosto positiva per l’Italia. A sventolare più di tutte è comunque la bandiera russa, con Elena Lashmanova oro (1h27:08) e Anisya Kirdyapkina argento (1h27:11), senza tralasciare Vera Sokolova squalificata all’ingresso dello stadio quando era terza (bronzo alla cinese Liu Hong in 1h28:10).

Nel dopogara Giorgi, tesserata per le Fiamme Azzurre (Polizia Penitenziaria) ma portacolori dell’Atletica Lecco-Colombo (suo sodalizio civile d’origine) nei Campionati di Società, sorride pensando alla sua prova: «Sono contentissima della mia gara, sono andata in progressione. In ogni 20 km internazionale si impara qualcosa: è importante risalire sempre qualche posizione. Ringrazio la FIDAL, le Fiamme Azzurre, il mio coach Gianni Perricelli e tutti coloro che negli ultimi giorni mi hanno scritto facendo sentire quanto sono vicini».

 

La cronaca della gara di Marco Sicari per Fidal.it

Elisa Rigaudo sceglie di andare in testa a dettare il ritmo fin dal via, anche perché appare subito chiaro che nessuno abbia intenzione di cercare prestazioni di rilievo. Dopo qualche chilometro la piemontese si trova sola con la ceca Aneszka Drahotova, la campionessa europea juniores di Rieti (quella dell’incredibile accoppiata marcia-siepi): insieme accumulano un piccolo vantaggio (fino a15 secondi) figlio più della moderazione delle altre, che del ritmo delle battistrada (23:16 ai 5km). Le russe si muovono al nono chilometro, con l’obiettivo, chiaro, di agganciare nel giro di qualche tornata l’azzurra e la ceca. Ai dieci chilometri (45:20, parziale sui 5 chilometri di 22.04) il gap non è stato ancora comato; questione di poco, però, Lashmanova (campionessa olimpica e primatista del mondo) e Kirdyapkina (bronzo mondiale a Daegu) si incollano alle prime due intorno all’undicesimo. Drahotova, una che evidentemente non ha paura di bruciare le tappe, si mette ancora davanti, a dettare il ritmo, incurante dei 19 anni appena compiuti. Dietro il quartetto di testa, scelgono di rompere gli indugi anche le cinesi Hong Liu (argento a Daegu e quarta ai Giochi di Londra) e Huanhuan Sun, che riescono a guadagnare qualche metro (8 secondi di ritardo al 14esimo).

E’ più o meno qui che Kirdyapkina, probabilmente avvisata del tentativo di rientro delle asiatiche, si porta al comando, allungando il gruppetto. La Rigaudo è in difficoltà, e nel giro di pochi secondi si stacca, insieme alla Drahotova. Le due russe quindi, come da copione, si ritrovano sole al comando. Ai quindici (1h06:52, 21:32 nei 5km) la situazione è definita: Lashamnova e Kirdyapkina sole al comando, e dietro di loro, a poco meno di dieci secondi, un quartetto, perché le cinesi riagganciano la Rigaudo e la Drahotova. Finita qui? Nemmeno per sogno. Perché praticamente dal nulla, e con andatura abbastanza discutibile, riappare anche la russa Sokolova, che aggancia le inseguitrici e riparte subito all’attacco, trascinando con sé le cinesi e staccando la Rigaudo e la Drahotova. Mancano a questo punto tre chilometri, ovvero un giro sul circuito ed il raccordo verso lo stadio. Il vantaggio delle due di testa sale a 30 secondi, e ad un chilometro e mezzo dall’arrivo, la campionessa olimpica Elena Lashmanova decide di andare a prendersi l’oro. Dietro, Elisa Rigaudo reagisce, staccando prima Drahotova, e poi andando a prendere la Sun per il quinto posto.

Nello stadio, come per completare una prova a dir poco rocambolesca, succede – quasi – di tutto. Lashmanova non capisce di dover percorrere un giro intero di pista dopo il primo passaggio sul traguardo, e si ferma, ma poi riprende su sollecitazione dei giudici: alla fine vincerà comunque, seppure con soli tre secondi sulla Kirdyapkina. Sokolova entra nello stadio, ma viene fermata (giustamente, anche se in maniera tardiva) dai giudici, e quindi Hong Liu prende il bronzo. L’azzurro è quinta (1h28:41), perché subisce la risalita della cinese Sun. Bravissime le altre due azzurre in gara: Eleonora Giorgi è decima (1h30:01), mentre Antonella Palmisano, oltre ad un eccellente tredicesimo posto, coglie anche il primato personale (1h30.50).

 

I prossimi lombardi in gara

Giovedì 15 agosto

07:55 – 800m F Batterie (Marta Milani)

17:05 – 4x400m M Batterie (Italia con Isalbet Juarez)

Venerdì 16 agosto

08:00 – Triplo M Qualificazioni (Fabrizio Schembri)

09:30 – 4x400m F Batterie (Italia con Marta Milani ed Elena Bonfanti)

18:15 – 800m F Semifinali (ev. Milani)

19:30 – 4×400m M Finale (ev. Italia con Isalbet Juarez)

Sabato 17 agosto

17.45 – 4×400 F Finale (ev. Italia con Marta Milani ed Elena Bonfanti)

Domenica 18 agosto

14:15 – 4x100m F Batterie (Italia con Micol Cattaneo)

14:45 – Triplo M (ev. Schembri)

14:50 – 4x100m M Batterie (Italia con Diego Marani)

15:50 – 800m F Finale (ev. Milani)

16:10 – 4×100m F (ev. Italia con Micol Cattaneo)

16:40 – 4×100m M (ev. Italia con Diego Marani)

 

C.R.