MANCANO 140 GIORNI ALLA COPPA EUROPA

Pubblicato: Domenica, 04 Febbraio 2007
Mancano ancora 140 giorni alla Coppa Europa di Milano! L’appuntamento è all’ Arena Civica il 23 e 24 giugno 2007. Cominciamo col dare un’occhiata agli avvenimenti principali della prima edizione del 1965. Ci furono tre semifinali, una delle quali allo Stadio Olimpico di Roma vedeva impegnata la nostra nazionale maschile. Vittoria di Sergio Ottolina nei 200 (21.2), di Eddy Ottoz nei 110 hs (14.1) e di Roberto Frinolli nei 400 hs (50.6). Anche il quartetto formato da Livio Berruti, Ennio Preatoni, Ito Giani e Pasquale Giannattasio vinse la 4x100 (40.0). Nonostante queste vittorie la nazionale di Sandro Calvesi arrivò soltanto quarta// dietro a Germania Federale, Polonia e Cecoslovacchia. Era un periodo in cui mancavano punte nel mezzofondo, nei salti e anche nei lanci. A Lipsia le donne giunsero penultime nonostante le prestazioni di Maria Vittoria Trio, di Elivia Ricci e di Paola Pigni. Le finali si disputarono a Stoccarda per gli uomini dove l’Unione Sovietica vinse per un solo punto sulla Germania Federale e a Kassel per le donne dove l’Unione Sovietica dominò sulla RDT e siglò due discutibili primati del mondo delle sorelle Press (che in seguito evitarono l’esame del sesso…): Tamara nel peso con 18.59 e Irina negli 80hs con 10.4. Ma frughiamo ora tra i ricordi di Ennio Preatoni, ex azzurro e poi apprezzato tecnico per molti anni nel settore velocità della nazionale: “Era la prima edizione della Coppa Europa ideata da Bruno Zauli – racconta Preatoni - Si correva in casa, all’Olimpico di Roma. Io ero studente dell’Isef cattolica di Milano, da due anni in nazionale, avevo partecipato alle Olimpiadi di Tokio (1964) l’anno precedente dove, con la 4x100 insieme a Sergio Ottolina, Livio Berruti e Pasquale Giannattasio, chiudemmo al settimo posto in 39.5. A Roma vincemmo con Ito Giani al posto di Ottolina. Ricordo un ambiente sereno, in cui c’era molta passione e voglia di allenarsi ma non la ricerca esasperata della prestazione. Direi che eravamo un po’ guasconi dalle tasche vuote. Soldi non ce n’erano, ma in compenso eravamo allegri e spensierati! La programmazione era ancora “sperimentale”. Dal ’70 in poi si è fatto un passo in avanti nel campo della teoria e metodologia di allenamento grazie a studi e ricerche approfondite. Pensate, a me era proibito fare pesi perché ero già grosso!”
Giuliana Cassani