PRESENTATO IERI A MILANO `LIVIO BERRUTI. IL ROMANZO DI UN CAMPIONE E DEL SUO TEMPO` DI CLAUDIO GREGORI

Pubblicato: Martedì, 02 Marzo 2010
Grande partecipazione ieri pomeriggio all’incontro, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano, ’Livio Berruti e l’Olimpiade del 1960. Quando gli atleti non erano macchine da guerra’ organizzato dal presidente del Cus Milano Alessandro Castelli.
Nel corso dell’incontro è stato presentato il libro ’Livio Berruti. Il romanzo di un campione e del suo tempo’ , edizioni Vallardi, scritto dal giornalista della Gazzetta dello Sport, Claudio Gregori.

Presenti in sala, oltre all’applauditissimo Livio Berruti, all`autore Claudio Gregori, al Preside della Facoltà di Scienze Motorie Francesco Casolo e al nostro presidente CRL Enzo Campi, molti azzurri che hanno fatto la storia del nostro sport, da Carletto Monti a Sergio Ottolina, da Ito Giani ad Armando Sardi e Giancarlo Sisti, da Ennio Preatoni, che ha introdotto l’incontro con simpatici aneddoti, al più giovane Mauro Zuliani, talento dai piedi d’oro scoperto proprio da Preatoni. Tra il pubblico appassionato molti i giornalisti, tra i quali i noti Bruno Pizzul, Aronne Anghileri ed Elio Trifari, lo scrittore e storico dello sport Sergio Giuntini e una quarantina di giovani iscritti alla Facoltà di Scienze Motorie, allievi di Ennio Preatoni. L`incontro è stato condotto da Alessandro Castelli, ex mezzofondista azzurro e consigliere nazionale Fidal, nel ruolo di presidente del Cus Milano.
A pochi mesi dal 50° anniversario dell’Olimpiade di Roma, il libro di Claudio Gregori costituisce un appassionante ritratto sportivo e umano che è anche uno straordinario affresco dell’epoca che ha visto l’atleta piemontese passare alla storia.

Di seguito il comunicato dell`editore e alcune informazioni sul protagonista del libro e sull`autore:

Uno sparo. Una pista di atletica in terra rossa.
Un volo di colombe.
E una medaglia d’oro che è passata alla storia.

Roma, 3 settembre 1960. Sono in corso i Giochi Olimpici, i primi teletrasmessi dalla RAI in tutto il mondo. //La Città Eterna trabocca di gioventù e di bandiere di tutti i continenti.
E’ l’Olimpiade di Cassius Clay e Nino Benvenuti, Dawn Fraser e Herbert Elliott, Armin Hary e Wilma Rudolph. L’Africa sboccia e mostra i piedi nudi di Abebe Bikila.
E’ soprattutto l’Olimpiade di un ragazzo torinese, Livio Berruti, che vince i 200 uguagliando il record del mondo e diventa per tutti “L’Angelo” per l’eleganza della sua corsa. Berruti vola sulla pista e dimostra che lo sport è gioia.
Diventa l’icona dei Giochi. L’immagine che lo mostra mano nella mano con Wilma Rudolph, la regina nera della velocità, è un manifesto in anticipo sui tempi, in un mondo dove c’è ancora la vergogna dell’apartheid.
Sono anche gli anni della bomba H e di Brigitte Bardot, dello Sputnik e dell’uomo sulla Luna, del libretto di Mao e della contestazione. Incomincia l’era della tv e dei pendolari. Modugno canta “Volare”, esplode Mina, i Beatles impazzano. Ma i Kennedy e Martin Luther King vengono assassinati e Oriana Fallaci viene ferita a Città del Messico.
Sono gli anni della Guerra Fredda e dell’insurrezione di Budapest, del Muro e dei carri armati di Praga. Anni di grandi cambiamenti, di entusiasmi e di tragedie, di sogni e di rivolte. E la vita di Livio Berruti diviene così il filo conduttore per raccontare un’epoca irripetibile di sport, ma anche di storia dell’umanità.

Quattrocento pagine di emozioni, accompagnate da 85 foto pressoché inedite provenienti dall`archivio personale di Livio Berruti: a meno di un anno dal 50° anniversario del record con cui l’atleta piemontese portò l’Italia sul massimo podio olimpico, per la prima volta nella sua storia, EditVallardi presenta con il contributo della Regione Piemonte il libro di una storia e insieme di tante storie.
Scritto dalla penna poetica, documentata e coltissima, di Claudio Gregori si snoda il romanzo di una medaglia d’oro che risplende ancora oggi. E sullo sfondo, la città di Torino, elegante e raccolta, culla di intellettuali e sportivi.

I PROTAGONISTI

Livio Berruti è nato a Torino il 19 maggio 1939. Durante la guerra cresce tra le risaie a Stroppiana, nel Vercellese. Scopre l’atletica al Liceo Cavour, dove inizia con i salti in alto e in lungo. Quando incomincia a correre, in tre mesi arriva alla maglia azzurra. A Cuneo nel ’58, con 10"3 sui 100, batte il primato di Mariani che resisteva da 22 anni. Nel ’59 sconfigge il campione d’Europa dei 100 Armin Hary al Sei Nazioni di Duisburg, poi, a Malmoe, batte il numero-uno del mondo Otis Ray Norton sui 200. Il 3 settembre 1960 a Roma vince l’oro olimpico dei 200 in 20"5, uguagliando per due volte il record del mondo nello spazio di due ore. Mai un italiano era entrato in una finale individuale della velocità ai Giochi. Per la vittoria olimpica viene nominato Cavaliere della Repubblica (oggi diventerebbe Commendatore). Nel 1961 resta imbattuto.
Va in finale ai Giochi di Tokyo nel 1964, quinto sui 200, primo dei bianchi e degli europei. Per tre volte finalista olimpico con la staffetta. Si laurea in Chimica. Lavora prima nell’agenzia di pubblicità P4 di Silvano Pierucci, poi, per tre anni, da Zegna a Trivero e, dal ’72, alle relazioni esterne Fiat. Alla fine è responsabile dell’ufficio-stampa del Sestriere. Dopo lo scandalo-Evangelisti sfida Nebiolo nelle elezioni per la presidenza della Fidal del 1988 e viene battuto. Vice-presidente degli Azzurri d’Italia.
Si è sposato nel 1998 con Silvia Balma, avvocato. Vive a Torino.
Il 25 maggio 1982, sulla Milano-Torino, ha avuto un incidente terribile, che è la chiave di questa storia. In sala di rianimazione, nell’ipnosi, ricorda la sua meravigliosa avventura.

Claudio Gregori è nato a Trento il 1 giugno 1945.
Ha studiato all’Almo Collegio Borromeo laureandosi in matematica.
Ha insegnato matematica e fisica alle scuole superiori ed esercitazioni di geometria all’università di Trento. Nel ‘4 è andato a Roma a fare il praticante giornalista.
Ha lavorato per Il Tempo, Il Messaggero, Il Giornale e, dal 1986, è inviato alla Gazzetta dello Sport. Ha seguito 23 Giri d’Italia e 3 Tour de France. Ha scritto per la Treccani la storia del ciclismo e gli inserti sul doping e il cronometraggio. Ha seguito 12 Olimpiadi, 5 Mondiali di Calcio, 11 di nuoto, 8 di ciclismo e di sci, 3 di atletica, 2 di scherma, 1 di ginnastica e il Motomondiale.
Ha scritto tre libri: Labron, la storia di Toni Bevilacqua, Sivori, la biografia del re del tunnel e Luigi Ganna, il romanzo del vincitore del primo Giro d’Italia nel 1909.

G.C.