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Le Interviste di "Correre": i Discoboli Natalina Capoferri e Giulio Anesa

Pubblicato: Giovedì, 30 Ottobre 2014

Riportiamo l'intervista "doppia" pubblicata sul numero di ottobre di "Correre" all'interno della rubrica "Giovani allo Specchio": nelle pagine a cura dell'Ufficio stampa FIDAL Lombardia spazio alle parole degli specialisti del disco Capoferri e Anesa.

 

Dischi volanti a Est: i migliori esponenti lombardi di questa specialità arrivano dalle province di Brescia e Bergamo. Natalina Capoferri da Roccafranca (BS), 21 anni, ad Aubagne (Francia) ha vinto l’oro ai Campionati Mediterranei Under 23. Il 18enne Giulio Anesa da Vertova (BG) dopo la finale mondiale Allievi conquistata nel 2013 ha vestito l’azzurro anche ai Mondiali Juniores di Eugene.

Come si è avvicinato all’atletica?

Natalina Capoferri: «In terza media, su consiglio della mia professoressa di Educazione fisica Marinella Signori (ex-azzurra dello sprint, ndr)»

Giulio Anesa: «Alle medie, ma l’atletica in tv mi affascinava già prima».

Chi la segue oggi sul piano tecnico?

NC: « Alessandro Frigeni per la parte tecnica e mio fratello Fausto per la forza (pesi)».

GA: «Il mio allenatore di sempre, Valentino Mistri».

Cosa la affascina maggiormente del disco?

NC: «La bellezza del gesto atletico. Ho iniziato con salti e velocità, il “feeling” con il disco è nato grazie al lavoro del mio primo allenatore Alessandro Pederzoli…e al telefilm “Xena”!».

GA: «È l’attrezzo che riesco a scagliare più lontano».

È difficile trovare strutture dove lanciare nella sua zona?

NC: «No, mi alleno a Chiari (BS) e le strutture ci sono, il problema effettivo è riuscire a trovare compromessi con chi pratica altri sport, vedi il calcio».

GA: «Per lanciare in una gabbia devo andare a Bergamo: a Vertova per provare il gesto tecnico abbiamo disegnato una pedana sul cemento di un’ex-pista da ballo».

Ha un atleta modello?

NC: «La tedesca Franka Dietzsch, campionessa del mondo 1999, 2005 e 2007».

GA: «Le icone di tutti i discoboli: Robert Harting e Virgilijus Alekna».

Qual è l'esperienza atletica che ricorda con maggior piacere?

NC: «Quella vissuta quest’estate in Brasile per un progetto avviato dal CONI in vista dei Giochi olimpici 2016: erano previsti studi scientifici in base alle variazioni climatiche».

GA: «A Mannheim nel raduno giovanile organizzato dalla FIDAL: in Germania c’è una predisposizione anche “culturale” per i lanci».

Di cosa si occupa nella vita di tutti i giorni oltre a lanciare?

NC: «Studio scienze motorie a Brescia: vorrei laurearmi nel luglio 2015».

GA: «Studio all’istituto agrario “Rigoni Stern” di Bergamo: ho appena iniziato il quinto anno».

Quali sono i suoi hobby al di fuori dell'atletica?

NC: «Imparare a far tutto…alle Harley Davidson, sin da piccola la mia passione».

GA: «Cacciare e pescare in Valseriana».

Qual è il suo sogno nel cassetto?

NC: «Fare un bel record mondiale…e poi vedere sempre più atleti che si dedichino ai lanci».

GA: «Vestire l’azzurro ai Giochi olimpici».

 

Cesare Rizzi